«Un tributo, un megafono per chi ha fatto della propria esperienza di resistenza un inno al riconoscimento dei diritti» di ogni essere umano, nonché un’occasione per «far emergere testimonianze vive e concrete come vere e proprie scintille di una riforma legislativa reale»: vuole essere questo il settimo congresso annuale dell’Associazione Diritti alla Follia, denominato
(R)Esistenze e (IN)dipendenze: Voci e Riforme per i Diritti, in programma a Milano per il 14 e il 15 dicembre
È in programma a Milano per il 14 e il 15 dicembre, il settimo congresso annuale dell’Associazione Diritti alla Follia, denominato (R)Esistenze e (IN)dipendenze: Voci e Riforme per i Diritti, un’intensa due giorni nella quale ai momenti istituzionali si alterneranno tre tavole rotonde che coinvolgeranno molteplici professionalità nazionali e internazionali, selezionate allo scopo di attuare una chiara missione, ossia «elevare Voci di Resistenze come forza motrice e filo conduttore dell’intera edizione», come spiegano dall’Associazione. Non un evento formale, dunque, o astratte disquisizioni accademiche, ma «un tributo, un megafono per chi ha fatto della propria esperienza di resistenza un inno al riconoscimento dei diritti» di ogni essere umano, nonché un’occasione per «far emergere testimonianze vive e concrete come vere e proprie scintille di una riforma legislativa reale».
Ad aprire i lavori, il 14 dicembre (ore 9.15) sarà Michele Capano, avvocato e presidente di Diritti alla Follia, con una riflessione sul cammino ancora irto di ostacoli dell’Italia per garantire diritti reali alle persone con disabilità psicosociale. Seguirà Cristina Paderi, segretaria dell’Associazione, che illustrerà i temi della provocatoria campagna Fragile a Chi?!, una sfida a pregiudizi profondi attraverso una visione rinnovata di indipendenza e dignità. Interverrà quindi Giuseppe Alterio, anch’egli membro di Diritti alla Follia, che descriverà il percorso di raccolta firme cartacee intrapreso dall’Associazione per promuovere le due proposte di riforma, quella sull’amministrazione di sostegno (disponibile a questo link) e quella sul Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO, disponibile a quest’altro link), con l’obiettivo di avviare una raccolta firme telematica per ampliare la partecipazione e sostenere le campagne. Un ulteriore intervento sarà affidato a Michela Corallo, docente di sostegno, che porterà uno sguardo sul mondo della scuola, dove il disagio giovanile può e dev’essere gestito con risorse alternative al trattamento farmacologico.
La mattinata di sabato 14 culminerà (ore 11) in una tavola rotonda su uno dei temi più delicati e urgenti: l’(in)costituzionalità del trattamento sanitario obbligatorio (TSO), tema sollevato dalla Corte di Cassazione con l’Ordinanza prodotta il 9 settembre scorso, questione sulla quale Diritti alla Follia già da tempo propone modifiche per garantire trasparenza, diritto al contraddittorio e difesa legale, evitando restrizioni arbitrarie alla libertà personale.
Parallelamente, verranno presi in esame i vari Disegni di Legge per la riforma della salute mentale depositati in Parlamento. Tutti, infatti, riconoscono l’urgenza della riforma, ma con priorità differenti. Ne discuteranno in particolare Andrea Michelazzi, psichiatra triestino e membro di Diritti alla Follia, e Carlo Piazza, psichiatra veronese. Michelazzi affronterà il tema della Capacità legale universale, come strumento per una visione pragmatica della realtà, mentre Piazza offrirà una prospettiva sui limiti attuali delle risorse pubbliche nei Servizi di Salute Mentale e analizzerà le proposte di modifica della Legge 180/78.
Gli interventi proseguiranno con Francesco Maisto, Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà per il Comune di Milano, Christian Loda del Comitato per la Prevenzione della Tortura (CPT) e Maria Rosaria D’Oronzo, componente di Diritti alla Follia, che racconterà come la logica del “manicomio” continui a persistere in molti contesti. Dal canto suo, Massimiliano Bagaglini, del Sottocomitato delle Nazioni Unite per la Prevenzione della Tortura (SPT), e Maja Bova, del Comitato Interministeriale Diritti Umani (CIDU), offriranno una prospettiva sui diritti umani, confrontando il caso italiano con il panorama europeo.
Il pomeriggio di sabato 14 (ore 15) si aprirà con la tavola rotonda intitolata L’inganno della protezione giuridica. Il difficile cammino dei diritti umani affermati dalla CRPD: analisi e proposte (CRPD, lo ricordiamo, è l’acronimo inglese per indicare la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità). Questo momento di approfondimento sarà dedicato ad esaminare le contraddizioni e le sfide nella realizzazione dei diritti umani per le persone con disabilità psicosociali, come sancito dalla Convenzione ONU. Attraverso un’analisi critica dell’attuale sistema di protezione giuridica e delle proposte di riforma, si metteranno in luce le problematiche strutturali e le possibili strade per garantire una tutela autentica e rispettosa della dignità e dell’autodeterminazione.
Ad aprire il dibattito sarà Elisa Marino, componente dell’Ufficio Legislativo della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che analizzerà i sistemi di protezione giuridica, in relazione all’articolo 12 della Convenzione ONU (Uguale riconoscimento dinanzi alla legge). Seguirà Amalia Gamio, vicepresidente del Comitato delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, con un intervento critico sull’istituzionalizzazione come alibi per evitare di confrontarsi con la diversità. A Marine Uldry, coordinatrice per le Politiche dei Diritti Umani presso l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, il compito di presentare il rapporto del Forum stesso (Rapporto sui diritti umani in Europa. Numero 8 – 2024. Capacità giuridica: scelta personale e controllo, disponibile in lingua inglese a questo link), che descrive criticità, sfide e proposte per garantire la capacità giuridica e la libertà di scelta in Europa. Quindi, Olga Kalina, presidente della Rete Europea degli (ex) Utenti e Sopravvissuti alla Psichiatria, esplorerà la situazione delle misure coercitive in psichiatria, sottolineandone gli effetti dannosi e le strade possibili per il loro superamento, mentre Giampiero Griffo, membro del Consiglio Mondiale di DPI (Disabled Peoples’ International), discuterà come il rispetto della capacità giuridica e della scelta personale possano rafforzare l’empowerment delle persone con disabilità in Europa. Infine, Carla Maria Reale, ricercatrice all’Università di Genova, concluderà analizzando la nozione di “capacità legale” presente nel già citato articolo 12 della Convenzione ONU, usando come esempio la cosiddetta agency nella sfera sessuale.
Il confronto sarà moderato da Anna Estdhal, componente di Diritti alla Follia e attivista impegnata nel sociale, e dalla già citata Cristina Paderi.
La mattinata del 15 dicembre sarà dedicata al Peer Support, il “supporto tra pari”. La relativa tavola rotonda, intitolata provocatoriamente Il supporto tra pari: Parola d’ordine indipendenza, mira a enfatizzare l’importanza dell’indipendenza in contrasto con un modello assistenziale che porta all’istituzionalizzazione.
Per l’occasione Marcello Maviglia, docente all’Università del New Mexico, illustrerà il Peer Support come percorso di emancipazione. Chi scrive, quindi [Simona Lancioni del Centro Informare un’h], parlerà dell’articolo 4, comma 3 della Convenzione ONU, che impone agli Stati di garantire la piena partecipazione e autodeterminazione delle persone con disabilità in tutte le aree della vita, evidenziando l’importanza del diritto di scegliere e rappresentarsi autonomamente. Federica Mangione e Jennifer Alvarez, esperte in supporto tra pari, condivideranno poi il loro percorso di empowerment personale, mostrando come questa pratica possa rappresentare un’alternativa concreta e trasformativa ai modelli assistenziali istituzionalizzati. E ancora, Anna Barracco, psicologa, psicoterapeuta ed esperta per biografia personale, rifletterà sulla figura dell’esperto di supporto tra pari (ESP) e sul suo potenziale per favorire un’indipendenza dai servizi tradizionali, portando la sua esperienza professionale e personale. A concludere la sessione sarà Elena Faccio, docente associata di Psicologia Clinica all’Università di Padova, che illustrerà lo stato della ricerca sull’implementazione della figura dell’ESP in Italia, evidenziando i progressi e le sfide attuali.
È prevista infine la partecipazione di Liuska Sanna, Head of Operations di Mental Health Europe (MHE), per presentare la guida internazionale di tale organizzazione sul Peer Support. Essendo Diritti alla Follia membro di Mental Health Europe, questa collaborazione rappresenta un collegamento importante tra le esperienze italiane e il movimento europeo.
Questa sessione sarà moderata da Susanna Brunelli, anche lei esperta in supporto tra pari e componente di Diritti alla Follia, che faciliterà un confronto per mettere in luce il potenziale rivoluzionario di questa pratica. (Simona Lancioni)
A
questo link è disponibile la locandina del congresso. L’evento si svolgerà nella sede dell’Associazione
ChiAmaMilano (Via Laghetto, 2, MM3 Missori – MM1 San Babila, Milano), ma sarà fruibile anche in diretta online sulla pagina Facebook di Diritti alla Follia (a
questo link) o dal sito di Radio Radicale (a
quest’altro link).
Il presente contributo è già apparso nel sito di
Informare un’h-Centro Gabriele e Lorenzo Giuntinelli di Peccioli (Pisa) e viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contenitore, per gentile concessione.
L'articolo Voci di Resistenze per i diritti umani proviene da Superando.