La Fondazione Oltre il Blu, guidata da Fabrizia Rondelli, torna sui temi del Progetto di Vita e del Dopo di Noi nel webinar denominato La cassetta degli attrezzi: tutto quello che serve per costruire un progetto per il Dopo di Noi di persone con disabilità intellettiva e autismo, che si terrà nel pomeriggio del 6 dicembre (ore 17), durante il quale si parlerà dell’esperienza, in crescita, avviata in Lombardia presso la Cascina Croce Piaggi nell’Oltrepò Pavese.
L’incontro si focalizzerà su vari temi, a partire dalla consapevolezza delle famiglie, vero motore del progetto in Cascina Croce Piaggi, per poi affrontare le progettualità personalizzate delle ragazze e dei ragazzi con distrubo dello spettro autistico e con disabilità intellettiva. Un lavoro, questo, che coinvolge tutti e offre un’opportunità di crescita e relazione, poiché accompagna a misurarsi con le proprie abilità, contribuendo, nello stesso tempo, a cementare l’autostima. Il legame con il territorio, inoltre, è da vivere all’insegna di un’esperienza immersiva nella natura e da coltivare e tutelare, proprio perché restituisce quelle materie prime poi utilizzate nei laboratori. Infine, i prodotti dei laboratori tornano al territorio e contribuiscono a sostenere l’intero progetto.
Il webinar del 6 dicembre affronterà le varie fasi di questo lavoro sinergico tra famiglie, ragazze e ragazzi, operatori, risorse umane territoriali, che tutti insieme creano lavoro e benessere diffuso. «Questo è il messaggio per costruire il “Dopo di Noi” – sottolineano da Oltre il Blu -: un “Durante Noi” attivo e fertile, che non trascuri la qualità della vita e la dignità delle persone coinvolte.
Maria Teresa Scarpa sarà a disposizione per chiarire ogni dubbio riuguardante i temi economici, mentre a moderare l’incontro sarà Cristiana Mazzoni, presidente del FIDA (Forum Italiano Diritti Autismo), che introdurrà il tema del Progetto di Vita quale punto di partenza per la persona con disabilità, finalizzato alla costruzione di un futuro dignitoso e rispondente alle sue esigenze. (C.C.)
You must be logged into the site to view this content.
I principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità racchiusi in una mostra: oggi, 5 dicembre, alle 18, al Palazzo dell’ONU di New York, la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli inaugurerà la mostra The UN Convention on the rights of persons with disabilities through the eyes of young people (“La Convenzione ONU attraverso gli occhi dei giovani”), già esposta al Castello di Solfagnano, in occasione del G7 Inclusione e Disabilità, tenutosi nell’ottobre scorso in Umbria.
«La Convenzione ONU è un faro per i diritti delle persone con disabilità di tutto il mondo. Attraverso questa mostra, i giovani hanno offerto una prospettiva nuova e coinvolgente per promuovere la piena inclusione e il rispetto dei diritti umani. La presenza della FISH sottolinea il nostro impegno nel portare avanti questi principi. Eventi come questo rappresentano un’opportunità per rafforzare il dialogo internazionale e sensibilizzare la comunità globale sull’importanza di una piena attuazione della Convenzione ONU», ha affermato da New York Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), presente in tale sede per l’inaugurazione della mostra e per l’anniversario della stipula della Convenzione. La sua presenza servirà anche per incontrare le organizzazioni del territorio newyorkese e confrontarsi con loro, mentre domani vi sarà un incontro con l’ambasciatore italiano a New York.
Le venti tavole grafiche della mostra sono state realizzate a partire dal fumetto L’importante è vincere… INSIEME, disegnato da Tommaso Cordelli per la Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, su impulso dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità della Regione Umbria, coordinato da Paola Fioroni. Interverrà al taglio del nastro il rappresentante permanente d’Italia, ambasciatore Maurizio Massari. Seguiranno gli interventi di Alessandra Locatelli, del Capo di Gabinetto del Segretario Generale dell’ONU e vicesegretario Generale, ambasciatore Courtenay Rattray, del direttore esecutivo dell’IDA (International Disability Alliance) Josè Maria Viera, di Vincenzo Falabella, di Nazaro Pagano, presidente della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), di Giorgio Pezza, rappresentante della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica e del citato autore del fumetto Tommaso Cordelli. La mostra sarà visitabile fino al 20 dicembre prossimo. (C.C.) Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it«Siamo felici di chiudere il 2024 e celebrare in questa occasione anche la Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre con l’appuntamento in Veneto, un incontro che possiamo definire più che corposo, dati i numerosi interventi e le numerose sessioni previste, che consentiranno a tutti noi di avere una reale panoramica sulla situazione attuale della regione relativamente ad esigibilità, tutela e rispetto dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie»: lo dichiara Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettive e del Neurosviluppo),cui si unisce la presidente dell’ANFFAS Veneto, Graziella Lazzari Peroni, che afferma: «Anche il Veneto contribuisce a realizzare questo grande quadro dei diritti delle nostre persone e delle nostre famiglie andando a fornire un’analisi ampia e dettagliata di tanti temi che riguardano diversi ambiti e cercando di proporre soluzioni e buone prassi volti a migliorare l’attuale contesto regionale».
Gli Stati Generali sulle Disabilità Intellettive e i Disturbi del Neurosviluppo del Veneto si terranno il 6 dicembre a Mestre (presso M9, Museo del ’900, Auditorium Cesare De Michelis, Via Giovanni Pascoli, 11, ore 9-17.20), ma potranno anche essere seguiti online tramite la piattaforma Zoom (a questo link, ID riunione: 817 8949 7403).
Ad organizzare l’evento, è l’ANFFAS Veneto, in collaborazione con l’ANFFAS Nazionale, avvalendosi del patrocinio della Regione Veneto, dell’ULSS3 Serenissima, dell’ANCI Veneto e del Comune di Venezia, proponendo un programma che coprirà numerosi argomenti di grande interesse per le persone con disabilità, per le loro famiglie e per tutti coloro che sono coinvolti a vario titolo in tali àmbiti: solo per citarne alcuni, l’inclusione scolastica, l’inserimento lavorativo, la vita indipendente e la programmazione.
Confermato inoltre, anche per questo appuntamento, è il collegamento in diretta con la ministra per le Disabilità Locatelli. (S.B.)
In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre, Casa al Plurale, l’Associazione di coordinamento delle case famiglia di Roma e del Lazio, ha lanciato una riflessione-quesito: «Che tipo di comunità vogliamo essere? Di fronte a chi appare diverso cosa scegliamo: il rifiuto, la pietà o la meraviglia?».
«La Giornata delle Persone con Disabilità – sottolineano da Casa al Plurale – non è solo un’occasione per ricordare i diritti delle persone con disabilità, ma un’opportunità per riflettere sulla qualità della nostra umanità e sul modo in cui scegliamo di vivere insieme. Di fronte alla diversità, ogni società si trova a dover rispondere e tre sono gli approcci possibili: rifiuto, pietà o meraviglia. Il rifiuto è il volto più duro e ingiusto: è l’approccio di chi non accetta ciò che non rientra nei propri schemi, eliminando o ignorando le persone che considera “diverse”. È la società che chiude gli occhi e il cuore, che non si assume responsabilità e che non intende pagare il costo di una vera inclusione. La pietà, invece, è la risposta di chi tende la mano, ma solo con ciò che gli avanza. È la logica delle elemosine, delle briciole lasciate cadere dai banchetti. È un atteggiamento che, pur mostrando una parvenza di compassione, non riconosce pienamente la dignità e il valore delle persone con disabilità, relegandole ai margini delle decisioni economiche e sociali. E poi c’è la meraviglia. È lo sguardo che ci permette di vedere davvero, che va oltre le apparenze e coglie ciò che in superficie non si vede».
«La parola “meraviglia” – afferma Luigi Vittorio Berliri, presidente di Casa al Plurale – deriva dalla stessa radice di “mirare” (“prendere la mira” significa guardare con molta attenzione) ed è la chiave per riconoscere l’unicità e la bellezza di ogni essere umano. Una società che sceglie la meraviglia non lascia indietro nessuno, ma mette al centro i più fragili, facendo di loro una priorità non solo morale, ma anche politica e di bilancio e non solo in occasione del 3 dicembre».
«La meraviglia – concludono dall’Associazione – è però una scelta che richiede coraggio: i provvedimenti varati finora non hanno eliminato le barriere e gli ostacoli affrontati, ogni singolo giorno, dalle persone con disabilità – parliamo di 3 milioni e 150.000 cittadini e cittadine – e la spesa pubblica italiana sul tema è nettamente inferiore rispetto alla media europea, anzi è la metà (come mostrato in un’analisi di Openpolis). (C.C.)
A questo link è disponibile l’elenco degli aderenti a Casa al Plurale. Per ulteriori informazioni: Carmela Cioffi (carmelacioffi@gmail.com).«Esprimiamo forte delusione per il mancato inserimento delle terapie psicoeducative basate sull’Analisi Applicata del Comportamento (Applied Behavior Analysis, in sigla ABA) nel nuovo Decreto Tariffe per la specialistica ambulatoriale compresa nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza)»: lo si legge in una nota diffusa dall’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori di perSone con Autismo), ma sottoscritta anche da altre organizzazioni (se ne veda l’elenco in calce).
«Lo scorso 14 novembre – dicono dall’ANGSA – è stata approvata in Conferenza Stato-Regioni l’intesa sul nuovo Decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che modifica il Decreto Ministeriale del 23 giugno 2023, Definizione delle tariffe dell’assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, ma licenzia un documento che, dopo i lunghissimi anni impiegati per l’elaborazione nasce senza tenere conto dei diritti dei bambini e delle persone con autismo. Questo diritto agli interventi basati sull’ABA si poggia sulla Linea guida n. 21 del 2011, Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti, confermata senza modifiche nel 2015, sulla base delle ricerche scientifiche condotte fino alle Linee di Indirizzo del 2012. L’articolo 60 dei Livelli Essenziali di Assistenza del gennaio 2017 ha poi ribadito il diritto sancito dalla Legge 134/15 “alle prestazioni della diagnosi precoce, della cura e del trattamento individualizzato, mediante l’impiego di metodi e strumenti basati sulle più avanzate evidenze scientifiche”; ciò ha prescritto alla Conferenza Unificata Stato-Regioni di aggiornare le citate Linee di Indirizzo del 2012 entro 120 giorni. Le nuove Linee di Indirizzo, pubblicate il 10 maggio 2018 (ben oltre i mesi concessi), hanno quindi aggiornato, senza smentirle quelle del 2012, che davano appunto precise indicazioni sulle modalità degli interventi».
«Altri quattro anni sono trascorsi invano – proseguono dall’Associazione – e a questi diritti non è stato dato seguito nel recente Decreto Tariffe del novembre scorso, che non nomina neppure una volta gli interventi basati sull’ABA. Da parte nostra abbiamo a più riprese espresso l’esigenza dell’inserimento dei trattamenti basati sull’ABA nel Nomenclatore Tariffario, ma le nostre richieste non sono mai state prese in considerazione. Questo inserimento non è più procrastinabile, anche per la Sentenza del Consiglio di Stato 8708/23 che ne ha stabilito la piena esigibilità a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Inoltre, la “Commissione Nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’;appropriatezza nel Servizio Sanitario Nazionale” ha disatteso anche le indicazioni dei Parlamentari che il 3 marzo 2022 avevano approvato all’unanimità due mozioni concernenti iniziative per la diagnosi e la cura dei disturbi dello spettro autistico in tutte le età (mozione 1-00543 e mozione 1-00597). Infine, non è stata accolta, come già denunciato dalla SIGU (Società Italiana di Genetica Umana), nemmeno la richiesta appoggiata dalla nostra Associazione e dall’APRI (Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l’autismo e il danno cerebrale), di inserire test completi per esaminare a “pacchetto” (cioè “a tappeto”) le condizioni biochimiche e genetiche utili per giungere alla diagnosi eziologica, rispettando il primo diritto dei genitori che rappresentano il bambino con disturbi del neurosviluppo di origine sconosciuta, quello appunto di conoscere l’eziologia e se è possibile allo stato della scienza, che progredisce sempre più in questo campo».
«Invitiamo pertanto il Ministero della Salute – concludono dall’ANGSA – a prendersi carico di questa grave carenza, nell’interesse esclsuivo di bambini, adolescenti e adulti con autismo e delle loro famiglie». (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa ANGSA (Luca Benigni), luca.benigni@gmail.com.You must be logged into the site to view this content.
You must be logged into the site to view this content.
La seconda edizione di INCinema Film Festival, manifestazione ideata da Federico Spoletti e diretta da Angela Prudenzi, di cui Superando si onora di essere media partner, è un Festival, come abbiamo ampiamente riferito a suo tempo, che si svolge sia in presenza al cinema, sia da remoto su piattaforma e che soprattutto offre l’opportunità di vedere dei film in sala in modalità inclusiva anche a chi non può andare regolarmente al cinema. Si tratta infatti del primo festival in Italia fruibile anche dalle persone con disabilità sensoriali, che solitamente non possono partecipare ai festival cinematografici.
In questi giorni, e fino al 6 dicembre, INCinema, dopo l’apertura a Firenze, e le tappe di Lecce, Roma e Torino, è a Udine, con numerosi film previsti (che saranno disponibili anche online sulla piattaforma MYmovies One), in modo da raggiungere il maggior numero di spettatori possibile. Il programma completo è disponibile a questo link, insieme a vari altri approfondimenti, ma ciò che renderà realmente imperdibile l’appuntamento friulano sarà l’evento del 5 dicembre, quando in serata, in contemporanea con l’uscita nelle sale italiane e grazie a Warner Bros-Discovery, sarà presentato il nuovo film di Pedro Almodóvar La stanza accanto (The Room Next Door), vincitore del Leone d’Oro all’81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e candidato a quattro European Film Awards.
Per la prima volta, dunque, grazie a INCinema, un film del celebre regista spagnolo verrà reso accessibile a tutti dal giorno della sua uscita in sala (per approfondimenti su tale evento, accedere a questo link).
INCinema, ricordiamo in conclusione, è prodotto e organizzato da SUB-TI ACCESS, in collaborazione con l’Associazione Libero Accesso, con il sostegno del Comune e della Banca di Udine, e anche in collaborazione con MYmovies, Alice nella Città, la Cineteca di Milano, la Fondazione Sistema Toscana, il Museo del Cinema di Torino, il Festival del Cinema Europeo di Lecce, Trieste Film Festival e l’Associazione +Cultura Accessibile. Si avvale inoltre del patrocinio dell’ADV (Associazione Disabili Visivi), della FIADDA (Federazione Italiana per i Diritti delle Persone sorde e Famiglie), della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dell’Associazione Aniridia Italiana e della Consulta Regionale delle Associazioni delle Persone con Disabilità e delle loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia. I partner tecnici sono Earcatch e EasyReading, i media partner, oltre a Superando, Fred Film Radio e Motto Podcast. (S.B.)
Per ulteriori informazioni: Cristina Scognamillo (criscognamillo@gmail.com); Martina Tonarelli (martina.tonarelli@fred.fm).Si è ripetuto anche quest’anno, a Ferrara, il workshop Sicurezza per tutti e per ciascuno. Impariamo a soccorrere, organizzato dall’Università di Ferrara e dai Vigili del Fuoco della stessa città, per sensibilizzare e addestrare le persone chiamate ad operare in possibili scenari di soccorso dove siano coinvolte persone con specifiche necessità.
Come nella precedente edizione anche in questa sono state coinvolte le persone con disabilità e le loro Associazioni, per metterle in relazione con i potenziali soccorritori e costruire assieme un percorso inclusivo capace di restituire indicazioni utili da mettere in atto nei momenti critici di un’emergenza. Per questo sono state pianificate due giornate, il 29 e 30 novembre, con il mattino dedicato alla parte teorica, per la conoscenza del tema e la condivisione di esperienze al riguardo, e il pomeriggio, invece, ad una fase più operativa in cui tutti i partecipanti sono stati coinvolti nell’effettuazione di prove pratiche sugli argomenti trattati.
Dopo i saluti di Francesco Notaro e Antonio Del Gallo, rispettivamente direttore regionale e comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ha aperto i lavori di entrambe le giornate Maddalena Coccagna dell’Università di Ferrara e di CERPA Italia (Centro Europeo di Ricerca e Promozione dell’Accessibilità), regista e conduttrice dell’evento, che ha tessuto il filo conduttore tra i vari contributi. In tale contesto ha colto l’occasione per ricordare la figura di Antonio Zuliani, a cui era dedicata l’edizione del workshop, figura di rilievo nel nostro Paese sui temi della psicologia dell’emergenza, che ha saputo mettere al centro delle proprie attività le persone più vulnerabili.
Zuliani è stato referente tecnico nazionale per il Servizio Psicosociale della Croce Rossa Italiana e ha lavorato anche con i Vigili del Fuoco nel supporto psicologico agli operatori in emergenza. Ha fondato «PdE. Rivista di psicologia applicata all’emergenza, alla sicurezza e all’ambiente», resa disponibile gratuitamente a questo link e scritto numerosi contributi sull’argomento. «Non c’è aiuto – scriveva – se non si ha cura di chi aiuta», un concetto che ha permeato l’iniziativa dei due giorni ferraresi.
Le relazioni, tutte accompagnate da interprete LIS, sono state aperte da Elisabetta Schiavone di Soluzioni Emergenti e CERPA Italia, con un intervento dedicato agli aspetti riguardanti le specifiche necessità delle persone con disabilità motorie o malattie neurodegenerative.
La disabilità motoria è da sempre associata univocamente all’utilizzo della sedia a ruote in una visione che può vincolare l’intero panorama della disabilità, ha fatto capire. L’àmbito della disabilità motoria, infatti, coinvolge persone che utilizzano ausili diversi per muoversi come carrozzine manuali a spinta e autospinta, superleggere, basculanti, elettroniche. Ma anche deambulatori, tripodi e altri sostegni o magari persone che non usano ausili, ma hanno un incedere lento per altre ragioni, tutti aspetti che possono incidere nella gestione di una situazione di emergenza.
In tale contesto, Schiavone ha saputo evidenziare il tema della variabilità umana come chiave interpretativa che aiuta a considerare le persone nella loro complessità, vista anche attraverso la prospettiva di persone con patologie neurodegenerative, come la sclerosi multipla, con la compromissione di più funzioni che possono riguardare la mobilità e la sfera sensoriale.
Successivamente Consuelo Agnesi di CERPA Italia ha proposto l’intervento dal titolo Se urli non ti sento: comunicare in emergenza con persone sorde, seguito da Cecità ed ipovisione: aiutami ad uscire di qui, proposto da Martino Zavagno dell’ANIOMAP (Associazione Nazionale Istruttori Orientamento Mobilità Autonomia Personale). Entrambi hanno descritto qualitativamente le problematiche connesse con tali disabilità sensoriali e le loro ripercussioni in emergenza, facendole seguire da indicazioni ai potenziali soccorritori sulle modalità di relazione e accompagnamento.
Franco Romagnoni e Gian Luca Calanchi dell’AUSL di Ferrara (Unità Operativa Assistenza Anziani – Disabili Adulti), si sono quindi soffermati sul tema Accompagnamento in emergenza delle persone colpite da demenze o Alzheimer, seguiti da Francesca Masina (e altre), del settore di Neuropsichiatria Infantile dell’AUSL Ferrara, che hanno trattato il tema dell’autismo.
Romagnoni e Calanchi hanno evidenziato l’importanza di considerare il tema della demenza alla luce dei dati epidemiologici di Censis-Aima: al giorno d’oggi in Italia si stima una presenza di circa 600.000 malati di Alzheimer con 80.000 nuovi casi, ma le proiezioni per il 2030 restituiscono 2 milioni di casi. Numeri che lasciano a bocca aperta e preoccupano, un’emergenza che nel prossimo futuro richiederà maggiore attenzione di oggi. Da qui la necessità che i soccorritori abbiano competenze al riguardo, vista la possibilità di incontrare queste persone in varie circostanze, e strumenti per mettersi in relazione con loro. A tal proposito, hanno evidenziato, è da porre attenzione e «valorizzare sempre il contributo del caregiver quando possibile: è la persona che ci può aiutare a comprendere la complessità che abbiamo di fronte».
L’autismo è stato quindi considerato nell’àmbito dell’intervento Persone con sindrome dello spettro autistico ed emergenza, dove più relatrici si sono alternate per delineare questo tema e fornire utili strumenti di relazione, a partire dall’utilizzo di immagini per comunicare.
In entrambe le giornate questa prima parte è stata chiusa da Antonella Geloso (Comando dei Vigili del Fuoco di Pordenone) e chi scrive (Stefano Zanut, già dei Vigili del Fuoco e ora di CERPA Italia), che hanno messo a disposizione dei presenti le esperienze condotte dai pompieri pordenonesi nel campo del soccorso inclusivo.
Si è trattato, come hanno evidenziato i relatori, di un vero e proprio laboratorio esperienziale, dove, alle varie necessità connesse con il soccorso, in molti casi vissute anche in scenari reali, i Vigili del Fuoco friulani hanno saputo associare indicazioni emerse dalle esperienze con il coinvolgimento diretto e confronto delle persone con disabilità e delle loro Associazioni. È da questo percorso che sono nate le Linee Guida per il soccorso inclusivo dedicate a vari tipi di disabilità.
I pomeriggi, come già detto, sono stati dedicati alla parte esperienziale, dove a rotazione i gruppi hanno affrontato gli aspetti della movimentazione di una persona in sedia a rotelle, con l’utilizzo dell’ausilio personale o di una sedia di evacuazione, accompagnamento di persone con disabilità visiva e indicazioni per comunicare in emergenza con persone sorde. Anche in queste circostanze il workshop è stato capace di dare un apporto significativo, alla luce del fatto che per un attimo i soccorritori si sono trasformati in vittime, trovandosi, ad esempio, in una sedia a rotelle o con gli occhi bendati per simulare la cecità. Certamente conserveranno il ricordo di queste esperienze quando si troveranno a interagire con una persona con disabilità, anche se speriamo che questo non accada.
Nel pomeriggio del 30 novembre, infine, è stata proposta una relazione curata dal Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico (Ferrara) in cui sono state illustrate le esperienze nel campo del soccorso inclusivo con l’utilizzo di elicotteri per redigere specifiche Linee guida sul soccorso aereo a persone con disabilità non motorie.
Si è trattato quindi di due giornate decisamente intense in cui i 200 soccorritori che vi hanno partecipato hanno acquisito nuovi strumenti e conoscenze nella direzione di garantire un soccorso per tutti e tutte le persone della nostra società.
Sicurezza per tutti, anche in emergenzaGli Istituti di Metodologia Pedagogica e di Sociologia della Facoltà di Scienze dell’Educazione della Pontificia Università Salesiana di Roma hanno organizzato un seminario per riflettere sul tema della comunicazione nella disabilità. L’evento si svolgerà il 5 dicembre (ore 15), presso la Sala J. Vecchi.
L’opportunità dell’evento nasce da un progetto realizzato dall’Ateneo, in collaborazione con l’Associazione Culturale Buona Idea! e insieme a ragazzi con disabilità cognitiva che hanno riproposto, attraverso il fotoromanzo, il film Non ci resta che piangere. Si approfondirà il tema della comunicazione nella disabilità e nello specifico verrà presentata una riflessione su un canale comunicativo particolare come quello del fotoromanzo, scelto per rappresentare il film.
Insieme a Claudia Giorgini, docente di Pedagogia Speciale nella Facoltà di Scienze dell’Educazione dell’Ateneo promotore e a Tommaso Sardelli, docente, invece, di Fotografia e Comunicazione Visiva della Facoltà di Comunicazione Sociale, si affronterà il tema della rappresentazione pubblica della disabilità e l’inclusione sociale.
Nella seconda parte del seminario ci sarà la presentazione del laboratorio realizzato dall’Associazione Buona Idea! e la testimonianza di due giovani con la sindrome di Down che hanno interpretato alcuni personaggi del film (a questo link la locandina dell’incontro).
«Nel corso di questi mesi – spiegano i promotori del progetto – siamo stati impegnati con giovani adulti con sindrome di Down e Williams nella realizzazione di un fotoromanzo. Un progetto educativo che da un ciclo di incontri sulla cura della persona e la conoscenza delle regole sociali (Educare al bon ton) è giunto a rappresentare con Massimo Troisi e Roberto Benigni l’ambiente e il paese di Frittole del film Non ci resta che piangere attraverso un fotoromanzo». (C.C.)
Per ulteriori informazioni: ass.buonaidea@gmail.com.Lo sport come fondamentale elemento di integrazione e reinserimento sociale della persona con disabilità: nell’ambito della pluriennale collaborazione tra l’INAIL e il CIP (Comitato Italiano Paralimpico), il 5 dicembre a Lamezia Terme (Catanzaro) vi sarà un Open Day, evento di promozione e informazione sportiva.
L’ Open day è collegato al progetto INsieme attivato presso la struttura protesico-riabilitativa INAIL di Lamezia.
Curato dal Servizio Psicosociale, il progetto stesso si rivolge agli assistiti del locale Centro Protesi INAIL, con finalità di promozione e orientamento allo sport. Tra le attività, comprende anche lo Sportello Informativo, servizio che si svolge a cadenza periodica, in concomitanza con la prima visita tecnico-sanitaria ed è affidata a un delegato CIP che fornisce informazioni per l’individuazione della disciplina più idonea e il necessario supporto tecnico per l’avviamento alla pratica sportiva.
Organizzato dalla Filiale del Centro Protesi Inail in collaborazione con il Cip e con la Direzione regionale Inail Calabria, l’iniziativa vedrà la presenza di autorità, associazioni, atleti con disabilità e studenti.
La giornata si aprirà alle 9.30 con i saluti istituzionali di INAIl, CIP e delle Autorità presenti, cui seguirà la proiezione di video tematici e la parte pratica con testimonianze, dimostrazioni tecniche e la possibilità per i partecipanti di provare diverse discipline paralimpiche quali: pesistica, scherma, bocce, tiro con l’arco, handbike, tiro a segno, calciobalilla, sotto la guida dei tecnici federali. L’evento è stato aperto alla più ampia partecipazione, tra cui gli studenti degli Istituti Superiori e dei Dipartimenti di Scienze Motorie delle Università Magna Graecia di Catanzaro, UniCal di Cosenza e Università Mediterranea di Reggio Calabria.
«Lo sport sia amatoriale sia agonistico costituisce un fondamentale momento di partecipazione e di inclusione sociale. Per le persone con disabilità rappresenta anche un importante strumento per la riconquista dell’autostima e dell’autonomia individuale. In ambito protesico poi l’utilizzo di materiali come carbonio, kevlar e titanio consentono la realizzazione di dispositivi tecnici sempre più affidabili e performanti capaci anche di portare gli atleti paralimpici ad ottenere grandi riconoscimenti in competizioni nazionali ed internazionali», sottolineano gli organizzatori. (C.C.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Simona Amadesi (s.amadesi@inail.it).