Coordinata dall’Associazione ANGSA, organizzata da varie Sezioni di essa e conclusasi in luglio nelle Marche, la “Staffetta Blu 2023”, seconda edizione di una manifestazione organizzata per tenere alta l’attenzione della cittadinanza sui disturbi dello spettro autistico, ha visto impegnate circa 2.000 persone in 15 Regioni italiane e in 17 diverse tappe, il tutto facendo vivere ai giovani con autismo un’esperienza socializzante a contatto con la natura, insieme a genitori e accompagnatori, coinvolgendo anche altre Associazioni e rappresentanti delle Istituzioni locali
Dopo l’approvazione della Legge Delega al Governo in materia di disabilità, voluta per avviare un reale cambio di passo nei confronti della conquista della cittadinanza delle persone con disabilità, rendendo finalmente esigibili i diritti fissati dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino si è attivato per promuovere un master in “Esperto/a in progettazione personalizzata e partecipata in attuazione della Convenzione ONU”, il primo del genere in Italia, che partirà nel marzo 2024
Il convegno “AVA3 e le nuove sfide per l’inclusione didattica: il ruolo dell’editoria universitaria accessibile”, ovvero gli “Stati Generali” del settore, incontro organizzato a Pisa dalla CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), ha portato a definire i cosiddetti “Impegni di P.I.S.A.: Percorsi Inclusivi e Servizi Accessibili”, «caratterizzandosi – è stato detto – come una tappa molto importante che apre di fatto la strada alla futura definizione di un protocollo nazionale, che vedrà le Università italiane e il Governo lavorare in sinergia con gli editori»
Dopo un anno e mezzo di lavoro, è in programma per il 6 settembre a Roma, e vi si potrà partecipare sia in presenza che online, il seminario conclusivo di “Welfare 4.0”, progetto voluto per formare gli operatori pubblici e privati dei diversi sistemi regionali, “dando carburante” a un welfare basato su una nuova cultura, immagine e rappresentazione della disabilità. Finanziata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’iniziativa ha visto quale capofila la Federazione FISH, con i partner UILDM e LEDHA e la collaborazione di Università, Enti Locali e organizzazioni del Terzo Settore
Già autrici lo scorso anno di un saggio sull’abilismo, Maria Chiara e Elena Paolini (alias “Witty Wheels”), attiviste con disabilità, tornano sul tema con “Che brava che sei! 8 storie di abilismo quotidiano”, ma questa volta le storie di discriminazione cui sono esposte le persone con disabilità sono trasformate in un fumetto, grazie alle efficaci illustrazioni di Claudia Flandoli. A prima vista sembra un libro per i più piccoli e le più piccole, ma i contenuti sono quelli di chi tratta il contrasto all’abilismo come una questione politica e di giustizia sociale
«Da questi primi mesi è emerso come il cambiamento del modello di welfare sociale lombardo per la disabilità sia necessario e urgente, perché non riesce a permettere alle persone con disabilità di poter scegliere cosa fare della propria vita e di partecipare pienamente alla vita sociale»: lo dicono dalla Federazione lombarda LEDHA, tirando le somme della prima fase della campagna “L’inclusione si fa solo insieme”, voluta per presentare a più persone possibili la Legge Regionale che ha riconosciuto il diritto alla vita indipendente e all’inclusione sociale di tutte le persone con disabilità
Un recente Messaggio dell’INPS, sotto forma di comunicazione interna, ha precisato che «nella determinazione del reddito rilevante ai fini della verifica del diritto alle prestazioni di invalidità civile sono computati i redditi soggetti a IRPEF al lordo delle ritenute fiscali», rivedendo in tal modo le indicazioni di un precedente Messaggio INPS dello scorso anno, ove si era detto che, ai fini del diritto alle prestazioni di invalidità civile, erano «computati tutti i redditi di qualsiasi natura, calcolati ai fini IRPEF al netto degli oneri deducibili e delle ritenute fiscali»
Per “agricoltura sociale” si intende segnatamente una pluralità di esperienze che integrano l’attività agricola con progetti di carattere socio-sanitario, educativo, di formazione e inserimento occupazionale. Ne beneficiano principalmente persone con disabilità, ma anche immigrati, disoccupati, ex detenuti, persone con dipendenze, rifugiati e richiedenti asilo, persone anziane, donne in difficoltà. E in questo caso vale proprio la pena dire che “si raccoglie ciò che si semina”, se è vero che i frutti buoni dell'agricoltura sociale si stanno raccogliendo ora dopo circa cinque decenni di lavoro
Oriana Granatelli era una persona con disabilità, che è mancata il 29 dicembre 2020, a 56 anni, dopo essere stata obbligata dalla Giudice Tutelare a trasferirsi in una casa di riposo in piena pandemia da Covid. A raccontare di lei è la sorella minore Tamara, tratteggiando una storia dolorosa protrattasi per diversi anni. In particolare Tamara desidera denunciare pubblicamente i ricatti emotivi a cui è stata sottoposta la sua famiglia perché nessun’altra persona debba subirli in futuro. E da sorella desidera anche che Oriana, che «meritava una vita diversa», non venga dimenticata
«Mi sono imbattuta in una fotografia che ritrae un uomo che abbraccia una scultura e mi è venuta voglia di sapere perché la tocca così amorevolmente»: lo ha detto la regista giapponese Koko Okano, che a più riprese negli ultimi anni è venuta al Museo Tattile Statale Omero di Ancona, per raccontare l’idea che ha portato alla creazione di un museo dove sperimentare la percezione dell’arte oltre la supremazia della visione. Ne è nato il film documentario “Le mani toccano il mondo”, che verrà proiettato in anteprima nazionale il 31 agosto ad Ancona e replicato il 9 settembre a Pietrasanta (Lucca)
Dieci persone, tra ciechi, ipovedenti e vedenti, sono i partecipanti, in questi giorni, alla nuova edizione del “Cammino San Vili Special Week”, progetto promosso dalla Cooperativa trentina AbilNova, in collaborazione con la Società Natourism e altre realtà del territorio. Partita il 26 agosto da Madonna di Campiglio, l’iniziativa si concluderà il 31 agosto a Trento, dopo sei tappe e circa cento chilometri
Abbiamo già dato spazio a varie opinioni sugli articoli pubblicati dalla giornalista Concita De Gregorio e sulle prese di posizione da essi suscitate, dando vita ad un dibattito che riteniamo certamente interessante. Continuiamo a farlo, pubblicando il contributo di Paola Di Michele, insegnante di sostegno e già assistente all’autonomia e alla comunicazione di studenti e studentesse con disabilità, che si rivolge direttamente alla giornalista, scrivendole tra l’altro: «Il mondo è di tutti ed è pieno di angoli in ombra in cui si nascondono cose meravigliose che, forse, lei non conoscerà mai»
Inaugurata a inizio agosto, la Casa dei Tigli è un’abitazione che permetterà a quattro persone con disabilità di realizzare i rispettivi progetti di “Dopo di Noi”. L’appartamento, messo a disposizione dall’Azienda USL Toscana Nord Ovest, si trova in località Maggiano, nella Zona Distretto Piana di Lucca e alla Cooperativa La Mano Amica è stato affidato il compito di fornire l’assistenza necessaria a supportare la vita autonoma dei nuovi inquilini. Si tratta di un progetto che, oltre ai già citati Enti, ha coinvolto anche le Amministrazioni dei Comuni della Zona e diversi Enti del Terzo Settore
«Solo in Italia siamo circa 3 milioni e mezzo - scrive Vincenza Zagaria, a proposito di quell’esponente politico tedesco che ha recentemente avanzato la proposta di segregare gli studenti con disabilità in classi separate -, in Germania circa 8 milioni e in Europa circa 87 milioni: in sostanza quel signore della Turingia deve rassegnarsi, perché noi siamo fragili ma forti e determinati. Noi impariamo dalle nostre disabilità tutte le strategie per opporci ad ogni separazione dalla vita e dal mondo di tutti»
Una bella novità dell’Ordine dei Giornalisti riguarda la comunicazione sulla disabilità, tema che farà parte di uno dei corsi di aggiornamento deontologico con una guida apposita, iniziativa in fase di realizzazione, che ha raccolto l’apprezzamento anche del Ministero per le Disabilità. «Perché il buon linguaggio sulla disabilità - scrive Antonio Giuseppe Malafarina - non è fatto solo di termini, ma anche di atteggiamenti, espressioni e di ogni pratica comunicativa che identifica la modalità con cui ci relazioniamo con gli altri»
«Nuoto, scienza, inclusione, accessibilità, ambiente: sono alcuni dei temi su cui basare la diffusione di un nuovo messaggio di sostenibilità “aumentata”, una sostenibilità declinata non solo nella tradizionale accezione ambientale, ma come concetto più ampio di inclusività e valorizzazione delle diversità»: così Salvatore Cimmino, persona amputata già protagonista suo tempo di un vero e proprio giro del mondo a nuoto, parla della sua “Discesa del Tevere a nuoto” del 14 ottobre prossimo, che verrà presentata a Roma nella serata del 25 agosto
Diamo spazio alle risposte dei componenti il Gruppo di Autorappresentanza dell’ANFFAS Nord Milano, espresse durante il recente seminario “L’inclusione si fa solo insieme”, di fronte alla domanda «Che cosa signiica per te la vita indipendente?». «Perché – come ha sottolineato Monica Pozzi, responsabile di L-inc - Agenzia per la vita indipendente Nord Milano - la recente Legge Regionale Lombarda sulla vita indipendente parla di loro, dei loro desideri e dei loro progetti, della possibilità di trovare una propria strada e di essere più soddisfatti della propria vita»
«Nei giorni scorsi - scrive Salvatore Nocera - ha fatto scalpore la Sentenza del TAR del Lazio che ha promosso un’alunna di scuola media di Tivoli, bocciata in precedenza per numerose insufficienze nel profitto. Non sarebbe legittimo commentare una Sentenza senza avere prima letto le motivazioni, attualmente introvabili, e pertanto proverò a dare la mia opinione sulla base di ciò che sta circolando sugli organi d’informazione, a partire dall’aspetto formale tecnico-giuridico, per poi accennare a quello dei rapporti tra scuola e famiglia, alunni e studenti»
Quei cosiddetti “bagni per disabili” realizzati in un’area di Verona riconvertita a spazio per giochi e aggregazione, che però non sono affatto accessibili alle persone con disabilità motoria, vengono ritenuti dall’Associazione Genitori Tosti in Tutti i Posti come la spia di una mancanza di ascolto sui temi dell’accessibilità, da parte dell’Amministrazione Comunale della città, in particolare nei confronti delle organizzazioni di persone con disabilità e delle loro famiglie. Daremo naturalmente spazio a ogni eventuale e motivata replica della stessa Amministrazione Comunale veronese
Alle obiezioni mosse da Nicola De Luca dell’AILA (Associazione Italiana Lotta agli Abusi), sui contenuti di un articolo di Salvatore Nocera da noi recentemente pubblicato, riguardante il tema dei caregiver familiari che assistono persone con grave disabilità e dove l’Autore distingueva i cosiddetti “caregiver per scelta” da quelli istituzionali, costituiti da lavoratori stipendiati, diversi dai familiari, replica lo stesso Nocera