Prosegue infatti con ottimi risultati la mappatura delle barriere architettoniche nella Val di Non e nella Val di Sole, avviata in Trentino da parte della Cooperativa Sociale GSH di Cles, con il Progetto “Una valle accessibile a tutti”. L’obiettivo è quello di offrire un contributo tangibile alle Amministrazioni Comunali e alla cittadinanza, segnalando i vari ostacoli all’accessibilità, per favorirne l’abbattimento. Il più recente monitoraggio, i cui risultati verranno presentati il 2 febbraio,
ha riguardato il territorio del Comune di Pellizzano in Val di Sole
È stato pubblicato in questi giorni il “Codice dei diritti degli indifesi”, volume curato dall’Ordine degli Avvocati di Milano, che raccoglie in una sorta di “catalogo” tutti i provvedimenti normativi inerenti tre tipologie di soggetti considerati “deboli”, vale a dire le persone con disabilità, i minori e le vittime di violenza. «Le persone con disabilità - si legge nella presentazione del libro - sono destinatarie di una legislazione evoluta, ma non sempre conosciuta e attentamente applicata»
«Qualche settimana fa - scrive Stefano Pierpaoli - ci eravamo interrogati su quanto stesse a cuore al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo la tematica dell’accessibilità culturale. Ebbene, possiamo ora affermare senza timore di smentita che, almeno a giudicare dai fatti più recenti, a Dario Franceschini dell’accessibilità culturale interessi punto o poco. Eppure, con il Progetto “Cinemanchìo” abbiamo costruito il percorso utile a realizzare e a mettere a sistema in Italia il primo grande progetto per l’accessibilità culturale, partendo dall’esperienza cinematografica»...
Il Comune di Monteverde - piccolo centro in provincia di Avellino, al confine tra Irpinia e Puglia - ha lanciato qualche tempo fa un progetto volto all’accessibilità, che sta ora attuando, grazie a un finanziamento europeo, in collaborazione con varie Associazioni. Tra queste vi è anche l’UICI, i cui tecnici hanno concordato alcuni interventi che renderanno pienamente accessibili i vari percorsi alle persone con disabilità visiva. Si tratta di un bell’esempio per tutto il nostro Paese, proveniente da quello che nel 2013 è stato annoverato tra i “Borghi più belli d’Italia”
Si chiama così il convegno organizzato per il 1° febbraio a Ottaviano (Napoli) dal locale Istituto Statale di Istruzione Superiore Luigi de’ Medici, che vedrà tra i propri relatori anche alcune autorevoli figure dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down). Significativa la scelta di corredare la locandina di presentazione con l’immagine di alcune persone con sindrome di Down che esprimono i propri sogni
«Ancora oggi - scrive Laura Anfuso - si definisce il cieco per ciò che non è (“non vedente”) e non per ciò che possiede o che ha sviluppato. Si guarda al cieco attraverso il limite di cui lo si considera prigioniero, con l’arroganza del pregiudizio, una visione profondamente limitata e poco accogliente. Il cieco conosce invece il lavoro dei sensi, dei quattro sensi insieme e, attraverso la loro collaborazione e il loro sviluppo, sa organizzare la sua vita affidandosi ad essi con una consapevolezza che è luce per tutti coloro che sono schiavi della vista e che non hanno educato il tatto»
È in corso la campagna di ricerca di volontari, essenziali per il buon esito di “Mio figlio ha una 4 ruote”, lo stage residenziale teorico e pratico di formazione, la cui decima edizione si terrà a fine giugno a Lignano Sabbiadoro (Udine), rivolgendosi a familiari e amici di bambini e ragazzi con malattie neuromuscolari, in grado di condurre la carrozzina manuale o elettronica. A organizzarlo, come sempre, è il SAPRE, il Settore di Abilitazione Precoce dei Genitori dell’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano
«Ma l’attività da disabile non potrebbe anch’essa portare al burnout?»: se lo chiede Gianni Minasso, riferendosi segnatamente a quel processo che letteralmente “brucia”, in varia misura, gli operatori impegnati in determinate attività. E per capirlo, adatta a modo suo un questionario scientifico, in questa nuova puntata di “A 32 denti (Sorridere è lecito, approvare è cortesia)”, rubrica curata dallo stesso Minasso sulle nostre pagine, fatta di incursioni nel grottesco e talora nella comicità più o meno involontaria che, come ogni altra faccenda umana, riguarda anche il mondo della disabilità
«Abbiamo voluto invitare i vari attori del sistema culturale pubblico-privato, per provare a tracciare insieme dei punti di contatto tra i limiti e le “strettoie” della normativa sull’accessibilità e la sicurezza e il diritto delle persone con disabilità alla fruizione di spazi ed eventi culturali in modo integrato, confortevole e anche dignitoso»: viene presentato così l’interessante convegno “Disabilità e cultura: costruire ponti verso una reale fruizione condivisa”, promosso dalla Commissione Disabilità del Comune di Sassari, e in programma per domani, 31 gennaio, nella città sarda
Un programma denso di attività sportive e di comunicazione e formazione, tra cui un incontro con gli studenti delle scuole superiori e un convegno pubblico, con l’obiettivo di sottolineare ancora una volta che le persone trapiantate e dializzate possono avvicinarsi all’attività sportiva come opportunità di socializzazione e benessere fisico e psicologico: sono tutto questo i Giochi Invernali Trapiantati e Dializzati, organizzati dall’ANED (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e Trapianto), in corso di svolgimento a Chiesa in Valmalenco in Valtellina (Sondrio)
I XXXIV Giochi Nazionali Estivi di Special Olympics - il movimento dello sport praticato da persone con disabilità intellettive - coinvolgeranno in giugno ben 3.000 atleti, impegnati in Toscana su 20 diverse discipline. E il 1° febbraio a Roma, la presentazione della manifestazione sarà anche la prima occasione dell’anno per ricordare il cinquantesimo anniversario di Special Olympics, nato grazie a un’intuizione di Eunice Kennedy Shriver, che capì quanto la pratica sportiva potesse mettere le persone con disabilità intellettive nelle condizioni ideali per dimostrare le loro capacità
Costruire nel “Durante Noi” il cosiddetto “Dopo di Noi”, basandosi su tutto quello che compone la vita presente e passata di un giovane o di un adulto con disabilità, per utilizzare al meglio le risorse, i servizi e le leggi, pianificando insieme agli specialisti un progetto di vita di qualità e sostenibile nel tempo: ruoterà sostanzialmente attorno a questo il nuovo corso informativo e formativo proposto a Milano dall’Associazione InCerchio per le Persone Fragili, in collaborazione con la Fondazione Pio Istituto dei Sordi, che prenderà il via domani, 30 gennaio
«Sarà disponibile via web a tutte le persone con Malattia Rara o con un sospetto di Malattia Rara, permettendo loro di richiedere un consulto, comodamente da casa propria, attraverso un sistema di video-conferenza e video-consulto, con una rete di professionisti in diversi settori, oltreché con persone che hanno già affrontato l’esperienza di vivere con una Malattia Rara»: è l’innovativo servizio RINGS, che partirà entro breve in via sperimentale e che UNIAMO-FIMR, la Federazione Italiana Malattie Rare, presenterà il 31 gennaio a Milano
Lo si può apprendere frequentando il primo corso italiano multidisciplinare dedicato ai diritti umani e all’inclusione, la cui seconda edizione l’Università di Padova rivolgerà trasversalmente, a partire dal 26 febbraio, agli studenti di tutte le facoltà, ma anche ad ogni altro professionista o cittadino interessato. La meritoria iniziativa - che già lo scorso anno ha ottenuto ottimi risultati - è finalizzata appunto a favorire una maggiore consapevolezza delle diversità presenti nel nostro tessuto sociale, dei diritti umani e dell’importanza di investire per una società inclusiva
«Come quei palloncini, anche la nostra Fondazione ha fatto tanta strada e superato difficoltà comparabili a montagne!»: lo dicono dalla Fondazione Trentina per l’Autismo, commentando quanto scritto in una cartolina sorprendentemente ricevuta dalla lontana Val Venosta in Alto Adige, dove erano giunti, oltrepassando montagne e valli, alcuni dei palloncini lanciati il 2 aprile dello scorso anno, con i messaggi scritti dai bimbi delle scuole, in occasione dell’inaugurazione di Casa Sebastiano, Centro Specialistico per disturbi dello spettro autistico, avviato a Coredo in Val di Non
Punto di riferimento e al tempo stesso sintesi delle realtà associative presenti sui vari territori, per intraprendere insieme un percorso volto ad ottenere risposte concrete e non più rinviabili, rispetto ai diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie: questo vuole essere la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), come è emerso con chiarezza nei giorni scorsi a Udine, durante uno degli incontri di queste settimane tra Vincenzo Falabella, presidente nazionale della Federazione e le Delegazioni Regionali della stessa
«Molto di quello che è oggi la cosiddetta “buona pratica medica”, incentrata sul rispetto del paziente, fonda le radici proprio sugli interrogativi etici provocati anche dalle sentenze di condanna dei responsabili dell’Olocausto, emesse dai giudici dopo la chiusura dei campi di concentramento»: è questo uno dei temi di “Medicina eugenica e Shoah. Ricordare il male e promuovere la bioetica”, libro uscito alla vigilia del Giorno della Memoria di domani, 27 gennaio, cui ha contributo anche Silvia Cutrera, con un saggio sullo sterminio delle persone con disabilità durante il regime nazista
«Anche se non viene detto - denunciano da Pro Diritti H, il Coordinamento Provinciale di Ragusa delle Associazioni impegnate sulla disabilità - gli alunni con disabilità risultano “di Serie B”. Oggi, però, ci troviamo di fronte a una nuova “sottocategoria”: gli alunni con disabilità sensoriale delle scuole superiori ricevono servizi in “prima classe”, quelli delle scuole primarie in “seconda e terza classe”! Al momento, infatti, gli alunni sordi delle scuole primarie della Provincia di Ragusa hanno un servizio attivato a metà, quelli ciechi sono del tutto senza servizi»
Saranno tutti temi di stringente attualità e grande interesse, quelli portati in studio dalla UILDM Lazio (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), protagonista il 28 gennaio su Gold TV della nuova puntata di “Attraverso lo specchio”, il varietà sociale proposto dalla Cooperativa Sociale Integrata Matrioska, in collaborazione con l’Associazione Volontari Il Cavallo Bianco e la Cooperativa Sociale Integrata Tandem
«Vogliamo il riconoscimento dei nostri diritti - scrive Paula Morandi Treu - e non vogliamo essere dimenticati dopo una diagnosi di neuropatia ottica. Le persone che ne sono affette vanno seguite in un Percorso Terapeutico Diagnostico Assistenziale, che deve includere anche le famiglie e portare per mano quelle stesse persone durante gli studi e nel ritrovamento di uno scopo di vita. Il tutto nel quadro di una sensibilizzazione della società, ove si smetta, tra l’altro, di sbattere sui giornali o in televisione persone ingiustamente accusate di essere “falsi ciechi”»